NOBILI SI NASCE

L’aceto reale dal 1921

Dal 1921, Varvello porta avanti l’arte dell’aceto unendo tradizione, innovazione e rispetto per il territorio. Dalla Torino degli anni Venti alla nuova Acetaia di Bastiglia, la nostra storia attraversa guerre, rinascite, rivoluzioni industriali e un secolo di evoluzione gastronomica. Oggi continuiamo a produrre aceti di qualità con una filiera più sostenibile, più tecnologica e sempre fedele alle nostre origini.

Le Origini: 1921

La storia di Varvello inizia a Torino nel 1921, quando il Commendatore Giovanni Varvello decide di fondare lo Stabilimento Italiano l’Aceto. La sua intuizione — usare vini di qualità per ottenere un aceto nobile — anticipa di decenni l’evoluzione del mercato e pone le basi per un nuovo modo di intendere questo condimento.

Gli Anni della Guerra: Forza e Continuità

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il bombardamento dello stabilimento torinese costringe l’azienda a spostare la produzione a Portacomaro. Qui, la ferrovia garantisce l’arrivo dei vini in barile e la distribuzione dell’aceto prodotto. In quegli anni difficili, la produzione è affidata soprattutto alle donne: un capitolo poco noto, ma centrale nell’identità dell’azienda.

Crescita e Modernizzazione (1961)

Il trasferimento nella sede di La Loggia segna una svolta: tecnologia, capacità produttiva e collaborazioni con grandi marchi alimentari portano l’azienda a consolidarsi come una delle realtà più importanti del settore acetiero italiano.

Il Cambiamento degli Anni ’70

Gli anni Settanta vedono la nascita dell’aceto RISERVA, ricavato da vini selezionati e invecchiato in botti di rovere. Questo prodotto contribuisce a ridefinire l’immagine dell’aceto e ne fa riscoprire il valore gastronomico.

Proiezione Internazionale (Anni ’80 e ’90)

L’azienda cresce in Italia e all’estero, collaborando con gruppi nazionali e internazionali, e anticipando il trend delle private label. La terza generazione porta nuova energia e nuovi progetti.

Nuovo Millennio: Bio, Digitale, Filiera Controllata

Con l’arrivo degli aceti biologici e l’avvio della digitalizzazione, Varvello diventa un punto di riferimento per una filiera sostenibile, tracciabile e innovativa. L’introduzione dell’Aceto di Mele da sidro locale rafforza ulteriormente il legame con il territorio.

2015: L’Acetaia di Bastiglia

Nel cuore della zona tipica modenese, nasce un nuovo polo dedicato al Balsamico di Modena IGP. Qui prendono forma glasse, condimenti, aceti di frutta e aceti invecchiati per lungo tempo, frutto di competenze tradizionali e nuove tecnologie.

Impegno per l’Ambiente

L’azienda riduce costantemente consumi, emissioni e sprechi. L’energia solare copre oltre il 60% del fabbisogno produttivo, gli scarti dell’aceto diventano fertilizzanti naturali, il packaging integra materiali riciclati e gli stabilimenti seguono protocolli certificati.

Un Secolo di Varvello

Nel 2021 l’azienda celebra il primo centenario: un secolo di tradizione, ricerca e visione. Un patrimonio familiare che oggi vive attraverso una filiera moderna, responsabile e profondamente radicata nel territorio italiano.

Dal Piemonte
all’Emilia-Romagna:
il polo produttivo
di Bastiglia

Oggi Aceto Varvello opera attraverso due siti produttivi:

  • La Loggia (TO), sede storica e direzionale
  • Bastiglia (Modena), nel cuore dell’area dell’Aceto Balsamico, dedicata alle produzioni ad alto valore

Questa doppia presenza consente di unire tradizione piemontese e know-how emiliano, mantenendo standard elevati di qualità, tracciabilità e innovazione.

Tradizione in Movimento

Un secolo di sfide, innovazioni e sapori autentici. Dal primo stabilimento a Torino fino ai mercati globali, continuiamo a guardare al futuro con la stessa curiosità del 1921, pronti a scrivere insieme i prossimi cento anni di storia Varvello.

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